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Auto-shiatsu per l’ansia quotidiana: esercizi facili da fare ogni mattina

📅 20 Agosto 2026✍️ di Mara Zanetti⏱️ 5 min di lettura

Negli anni in cui ho lavorato nei centri olistici delle Marche ho visto tante mattine farsi più leggere grazie a poche pressioni ben fatte. Arrivo dall’alimentazione naturale e dalla macrobiotica, ma il tocco consapevole è diventato il mio alleato quando all’alba il cuore accelera e la mente corre. Qui propongo una sequenza di auto-shiatsu pensata per chi si sveglia con un nodo allo stomaco: è semplice, richiede cinque minuti e l’unico strumento sono le vostre mani.

Perché il mattino è il momento giusto

Appena svegli la mente è più reattiva ai segnali del corpo: è l’istante in cui possiamo reimpostare il ritmo interno. L’auto-shiatsu agisce tramite pressioni lente e respirate che aiutano a riequilibrare il Sistema nervoso autonomo, spesso sbilanciato quando l’ansia quotidiana bussa presto alla porta. Non è magia: è pratica costante.

Un promemoria utile: lo stress non è un capriccio. È un fenomeno riconosciuto anche dall’Organizzazione mondiale della sanità come fattore che incide sul benessere generale. Per questo la mattina diventa il nostro spazio operativo: prevenire l’impennata di tensione prima che la giornata prenda il sopravvento.

Preparazione in 60 secondi

Sedetevi sul bordo del letto, piedi ben appoggiati, schiena lunga. Sfregate le mani fino a sentirle calde. Chiudete gli occhi e fate tre respiri profondi, espirando un po’ più a lungo dell’inspirazione. Valutate su una scala da 0 a 10 quanto vi sentite in ansia. Questo numero iniziale vi servirà come riferimento a fine sequenza.

Sequenza base da 5 minuti

  • Riscaldamento del viso (30 secondi). Con i polpastrelli indice e medio, lisciate la zona tra le sopracciglia verso le tempie, lentamente. Evitate di premere forte: l’obiettivo è “dire” al corpo che può abbassare il volume, non zittirlo di colpo.
  • Pericardio 6, interno avambraccio (1 minuto). Trovate il punto tre dita sotto la piega del polso, al centro tra i due tendini. Premete con il pollice della mano opposta finché sentite “pieno ma non doloroso”. Respirate per 5–6 cicli, poi cambiate braccio. Utile quando il respiro è corto o lo stomaco è in tumulto.
  • Centro del petto (1 minuto). Appoggiate il palmo al centro dello sterno e fate piccole pressioni statiche, come battiti lenti. Se preferite, massaggiate in cerchio molto ampio. Qui lavoriamo sul respiro: inspirate “ampio”, espirate più lungo. Visualizzate lo sterno che si ammorbidisce.
  • Intestino Crasso 4, dorso della mano (1 minuto). È il punto tra pollice e indice, nella depressione quando unite le dita. Pressione verticale, stabile, respirata: 20–30 secondi per lato, due volte. Nota importante: evitate questo punto in gravidanza, perché può stimolare contrazioni.
  • Orecchie, bordo esterno (1 minuto). Con indice e pollice pizzicate delicatamente tutto il contorno dei padiglioni auricolari, dall’alto verso il basso. Terminate con una trazione dolce verso l’esterno ed espirate. È sorprendentemente efficace per spegnere il “fruscio” mentale.
  • Hara, basso addome (30 secondi). Mani sovrapposte due dita sotto l’ombelico. Pressione morbida in inspirazione, rilascio in espirazione, 4–5 cicli. È il nostro centro: qui ancoriamo la giornata.

Chiudete la sequenza portando attenzione ai piedi per tre respiri. Riaprite gli occhi. Rimisurate l’ansia: spesso scende di uno o due punti, a volte di più. Se non accade, non forzate. Domani andrà meglio con la memoria “tattile” appena iniziata.

Mi è capitato di recente…

In un laboratorio a Pesaro una giovane grafica, Sara, mi ha raccontato che ogni mattina sentiva “un battito in gola” prima delle call con i clienti. Le ho proposto questa sequenza per una settimana. Il primo giorno ha percepito fastidio al punto sull’avambraccio: le ho suggerito di alleggerire la pressione e di raddoppiare i respiri sul petto. Al terzo giorno mi ha scritto che, pur rimanendo un po’ di agitazione, riusciva a fare colazione. Al settimo, il suo “numero ansia” era sceso stabilmente da 7 a 4 nelle prime ore. Non è scomparsa la causa esterna (gli incarichi erano ancora pressanti), ma lei ha recuperato un margine di scelta su come iniziare la mattina.

Errori tipici da evitare

  • Premere troppo forte: il dolore crea difesa e peggiora la tensione.
  • Respirare a caso: contate mentalmente un 4 in inspirazione e un 6 in espirazione.
  • Saltare il riscaldamento delle mani: il calore aiuta a “parlare” ai tessuti.
  • Fare tutto di corsa: meglio tre punti fatti bene che sei raffazzonati.
  • Dimenticare i piedi alla fine: senza radicamento l’effetto dura poco.

Un lettore mi ha chiesto

“Ho 60 anni, pressione tendenzialmente bassa: posso fare l’auto-shiatsu al mattino?”. Sì, con buon senso. Evitate pressioni prolungate se vi sentite girare la testa e preferite movimenti più ampi e dolci sul petto e sull’addome. Bevete un sorso d’acqua tiepida prima di iniziare e alzatevi lentamente dal letto dopo la pratica. Se assumete farmaci, concordate sempre con il vostro medico eventuali modifiche alla routine mattutina.

Controindicazioni e buon senso

L’auto-shiatsu non sostituisce diagnosi o terapie. Evitate pressioni su aree infiammate, ferite, varici evidenti, fratture, febbre alta o dopo interventi recenti. In gravidanza, non usate il punto tra pollice e indice e preferite respirazione e massaggi dolci su petto e viso. In caso di disturbi d’ansia importanti, attacchi di panico frequenti o condizioni psichiatriche, parlatene con un professionista: la manualità dolce può affiancare, non rimpiazzare, il percorso clinico.

Come farla diventare un’abitudine

Io imposto una sveglia “gentile” cinque minuti prima del solito e tengo una crema neutra sul comodino per scaldare meglio le mani. Segno su un taccuino il numero dell’ansia prima e dopo: vedere nero su bianco i piccoli cambiamenti motiva. Dopo una settimana, quasi tutti riferiscono che i gesti diventano automatici e il corpo “chiede” da solo dove andare. È il segnale che la vostra mattina ha trovato un nuovo equilibrio.

Mara Zanetti

Mara Zanetti approda all’alimentazione naturale dopo la diagnosi di un familiare. Studia macrobiotica e cucina consapevole, sperimentando ricette vegetariane e detossinanti. Diventa consulente alimentare in centri olistici delle Marche, dove conduce laboratori su cibo e benessere.