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Si può praticare shiatsu su se stessi? Tecniche guidate per rilasciare le tensioni rapidamente

📅 19 Agosto 2026✍️ di Alessio Morlotti⏱️ 4 min di lettura

Sì, puoi praticare shiatsu su te stesso. Bastano pressioni lente e costanti su punti e linee muscolari per ridurre rigidità e stress in pochi minuti. Non sostituisce un trattamento professionale, ma è efficace per una scarica rapida di tensione quotidiana.

Usa pollici, palmi e nocche. Premi per 5-7 secondi, rilascia per 2-3, ripeti 3 volte. Respira dal naso, espira più a lungo dell’inspirazione. Evita dolore pungente, infiammazioni, febbre e zone con lesioni. In gravidanza evita addome e punti doloranti intensi.

Perché l’auto-shiatsu funziona

La pressione costante attiva recettori cutanei e fasciali, manda segnali di “sicurezza” al corpo e riduce la reattività muscolare. Il respiro allunga l’espirazione e favorisce il ramo parasimpatico del Sistema nervoso autonomo. Il risultato: battito più calmo, spalle che scendono, mascella che si allenta. È una forma a bassa tecnologia di autoregolazione, vicina per logica al Biofeedback.

Linee guida rapide di sicurezza

  • La pressione deve essere intensa ma tollerabile. Se aumenta il dolore, alleggerisci o spostati di 1-2 cm.
  • Evita pressione diretta sulla colonna; lavora ai lati dei muscoli paraspinali.
  • Non trattare aree con edemi, ferite, trombosi, varici evidenti o perdita di sensibilità.
  • Se assumi anticoagulanti, usa pressioni più dolci e brevi.
  • Dopo i pasti, evita l’addome per 2 ore.

Tecniche essenziali: collo e spalle

Per chi sta al computer, è la priorità. Schiena dritta, piedi a terra.

  • Trapezio alto: pizzica il muscolo tra pollice e dita all’altezza della spalla. Tieni 7 secondi, rilascia. Tre ripetizioni per lato.
  • Base del cranio: posiziona i pollici sotto l’osso occipitale, ai lati del centro. Premi verso l’alto in diagonale. 20-30 secondi respirando lento.
  • Lato del collo: con i polpastrelli, pressioni leggere sul muscolo sternocleidomastoideo (mai su trachea o arteria). 3 punti, 5 secondi ciascuno.
  • Tra scapola e colonna: con le nocche, micro-cerchi lungo il margine mediale della scapola. 30-40 secondi per lato.

Segnale giusto: calore e respiro più ampio. Segnale sbagliato: formicolio che scende nel braccio o vertigini; interrompi.

Schiena, anche e addome

Usa una pallina da tennis contro la parete per lavorare senza affaticare le mani.

  • Dorsali: appoggia la pallina tra scapola e parete, non sulla colonna. Piegati leggermente e respira 5 cicli. Sposta di 2-3 cm e ripeti.
  • Regione lombare alta: stessa tecnica, sempre ai lati della colonna. Evita l’osso sacro diretto.
  • Glutei: seduto, pallina sotto il gluteo, cerca un punto teso (piriforme). Mantieni 20 secondi, micro-movimenti del bacino.
  • Addome (hara): mani calde, pressioni morbide e circolari attorno all’ombelico in senso orario. 1-2 minuti. Evita se dolore insolito o patologie addominali note.

Questo lavoro migliora percezione del baricentro e decongestiona la zona lombare collegata alla sedentarietà.

Mani, piedi e viso

  • Mano: con il pollice premi il punto carnoso tra pollice e indice dell’altra mano. Tieni 10 secondi, respira. Due volte per lato. In gravidanza mantieni pressione lieve e breve.
  • Avambraccio: scorri con il pollice lungo il lato palmare verso il gomito. Tre linee parallele, 20-30 secondi ciascuna.
  • Piede: in piedi o seduto, rulla una pallina sotto l’arco plantare. 1 minuto per piede. Termina con pressioni sul tallone.
  • Viso e mascella: polpastrelli sulle tempie, micro-cerchi 20 secondi. Poi pressioni lungo le arcate sopracciliari, dal centro verso l’esterno. Infine massaggia i muscoli masticatori davanti all’orecchio con movimenti lenti.

Queste aree scaricano lo stress “di emergenza”: digitazione, camminata rigida, serraggio dei denti.

Routine da scrivania in 5 minuti

  • 1° minuto: tre respiri 4-6 (inspira 4, espira 6). Mani calde su torace e addome.
  • 2° minuto: trapezi e base del cranio come sopra.
  • 3° minuto: nocche tra scapola e colonna, 30 secondi per lato.
  • 4° minuto: punto tra pollice e indice, poi scorrimento avambraccio.
  • 5° minuto: tempie e sopracciglia; chiudi con un allungo del collo in espirazione.

Alzati e fai dieci passi lenti. Bevi acqua.

Segnali che misurano l’efficacia

  • Respiro più profondo senza sforzo entro 60-90 secondi.
  • Percezione di calore locale e maggiore mobilità.
  • Dolore che da acuto diventa ottuso e poi si riduce.
  • Postura meno “a c” davanti allo schermo.

Se non noti alcun cambiamento dopo 2-3 sessioni, rivedi pressione e ritmo o valuta un professionista.

Quando fermarsi e quando farsi trattare

Interrompi in caso di capogiri, nausea, formicolii persistenti o dolore che aumenta. Non eseguire su febbre, infezioni cutanee, fratture recenti, tumori in trattamento, trombosi sospetta. In gravidanza, preferisci tecniche dolci su spalle, piedi e viso, evitando addome e punti doloranti intensi.

Rivolgiti a un operatore qualificato per dolori cronici, limitazioni articolari importanti, mal di testa ricorrenti, traumi recenti o se lavori in condizioni di stress elevato e continuo.

Note di pratica personale

Ho iniziato lo shiatsu per correggere le tensioni posturali di un lavoro da scrivania. A Milano frequento gruppi di massaggio e mindfulness: le stesse sequenze rapide qui sopra hanno aiutato me e molti under 35 con spalle contratte, ansia da consegna e sonno disturbato. Nei miei percorsi di riequilibrio mente-corpo lavoro su respiro, autoconsapevolezza tattile e routine brevi, facili da ripetere anche in ufficio o in metropolitana.

L’obiettivo non è “rompere il nodo”, ma insegnare al corpo a cambiare stato: da allerta a riposo. Bastano poche pressioni fatte bene, ogni giorno, per costruire una memoria di rilascio che resta.

Alessio Morlotti

Alessio Morlotti inizia a praticare shiatsu per alleviare i suoi problemi posturali dovuti a un lavoro sedentario. Appassionato di discipline giapponesi, frequenta gruppi di massaggio e mindfulness a Milano. Aiuta altri giovani con percorsi di riequilibrio mente-corpo attraverso trattamenti manuali e incontri divulgativi.