Shiatsu-Polaris - Scuola Shiatsu a Roma: corsi shiatsu - Medicina tradizionale cinese - scuole di massaggio shiatsu - corsi di massaggio shiatsu

 









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Seminario LA PERCEZIONE ENERGETICA DEI MERIDIANI  -
  Un'ipotesi di lavoro
  
Roma, 05 e 06 Giugno 2010
Docente: Dott. Raffaele SCHIPANI
- Docente dell'Istituto Europeo Shiatsu di Firenze/Milano
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Il lavoro si basa sul modello dei livelli di frequenza sviluppato da Pauline Sasaki e da Clifford Andrews partendo dal sistema dei meridiani di Masunaga. 
In questo modello i meridiani sono funzioni presenti in tutto il corpo e hanno una natura vibrazionale: ogni funzione vibra in ogni cellula e nel campo eterico. Partendo da ciò i meridiani in quanto linee di energia differenziata perdono di senso!

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Seminario SETSUSHIN DEI MERIDIANI ENERGETICI -
l'esplorazione e l'approfondimento percettivo nella pratica quotidiana
  
Roma, 08 e 09 Maggio 2010
Docente: Dott. ALBERTO ROTI
- Direttore della Centro Studi e Ricerche Shiatsu di Genova
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Pratiche propedeutiche  (attivazione della sensibilità e della capacità di contatto-risonanza); 
indicazioni/consigli sulle condizioni (operatore) che favoriscono efficienza delle procedure di verifica ed efficacia dei trattamenti di armonizzazione; 
il tocco e la pressione nella verifica energetica dei meridiani; 
la forma, la postura, la risposta vitale (percezione sensoriale); 
indicazioni sul riequilibrio energetico dell'addome 
(strategie di verifica e di normalizzazione); 
verifica delle aree strutturali e funzionali (organi e dei meridiani); 
test di reattività (risposta vitale) al tocco/pressione

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Seminario DOSHIN IL CUORE DELLA VIA -
  Reset strutturale del Corpo / Mente / Spirito
  
Roma, 17 e 18 Aprile 2010
Docente: Dott. MASSIMO BOERIS
- Direttore della Scuola di Ricerca Naturale SINESTESI e dell'Istituto di Formazione Superiore Shiatsu DOSHIN di Milano
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Il proposito di questo percorso è lo studio e la sperimentazione di strumenti che ci facilitino il cogliere l' essenza della Vita : questo momento. Dōshin - il Cuore della Via, è la saggezza più profonda, l'amore sacro, l' Origine e la Fine di ogni manifestazione, il cuore di ogni Via, della propria personale Via, quella di chi è pronto a manifestare la Forza vitale nella sua interezza, di chi manifesta attraverso di sé l'amore di Dio, la Legge di Natura.

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Seminario LA VIA DEL KI - comprensione, percezione
  ed esperienze per attivare le energie guaritrici del corpo
  
Roma, 26, 27 e 28 Marzo 2010
Docente: PAUL LUNDBERG
- Direttore della Scuola IOKAI di Barza (VA) - Presidente IOKAI SHIATSU ITALIA
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Paul Lundberg è un uomo non comune per la naturalezza e la spontaneità che infonde in tutto quello che fa come in quello che “non fa”.  “Non fare!” E’ stato proprio questo uno dei temi salienti attorno al quale si è sviluppata questa tre giorni. Focalizzando l’attenzione di tutti noi, partecipanti e praticanti, sull’importanza dell’assenza di intenzionalità durante un trattamento, Lundberg ha voluto sottolineare quanto sia necessario, nella pratica di ogni terapia, assumere un atteggiamento lontano di ogni attaccamento; è il solo modo per riuscire a raffinare un “tocco” semplice, naturale, attento a cogliere ogni movimento spontaneo del corpo di chi riceve.

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Seminario AFFINARE LA SENSIBILITA' PER
   ENTRARE IN SINERGIA CON L'ALTRO
  
Roma, 23/24 gennaio 2010
Docente: ARIE SPRUIT
- Direttore della Scuola IOKAI di Barza (VA) - Presidente IOKAI SHIATSU ITALIA
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L’occidente ha abbracciato lo shiatsu in un tempo breve. Il crescente isolamento di tante persone in una società urbanizzata, la delusione per una medicina spersonalizzata, il bisogno di contatto fisico, soprattutto nei paesi nordici e l’interesse per tutto quanto viene dall’oriente sono alcune delle cause del successo dello shiatsu. Le persone ne hanno riconosciuto la valenza terapeutica e di rilassamento, ma anche il ruolo importante come metodo evolutivo.
La sua semplicità nell’attenzione alla persona hanno fatto innamorare tanta gente. E tanta gente si è dedicata allo studio e alla pratica di questa disciplina, per noi così nuova, portandola ad una diffusione e ad uno sviluppo notevolissimi, anche in forme talora poco riconducibili all’originale...

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Seminario IL RUOLO DELLA SENSIBILITA` ARCAICA
  NELLA PRESSIONE SHIATSU
  
Roma, 12/13 dicembre 2009
Docente: dott. YVONNE MURAGLIA
- Direttrice del Centro TE HARA Scuola di Shiatsu ed Arti Energetiche di Rovereto (TN)
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Mi sono sempre chiesta come mai gli orientali (giapponesi) riuscissero a fare Shiatsu in modo più naturale di noi occidentali.
Forse la risposta sta proprio nell'interpretazione di fondo che loro hanno della vita.
So benissimo che sto generalizzando e mi scuso di questa banalità.
Vorrei tuttavia affermare che in Asia, dove ho vissuto a lungo e dove continuo andare, c'è questo senso di benevolenza umana che pervade l'atmosfera. Forse è la loro visione di Vuoto, forse è il loro Surrender (abbandonarsi alle energie della vita), sta di fatto che qui oggi abbiamo il lavoro di un giapponese, che, con una ricerca, ci spiega perchè la pressione Shiatsu deve essere fatta in un certo modo. La visione di Masunaga è, a mio avviso, di grande aiuto per comprendere la nostra opera, che è grande e profonda....

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Seminario TOCCANDO L'ESSENZA DELLA VITA
  
Roma, 17/18 ottobre 2009
Docente: Michael ROSE
- Docente Shiatsu College Brighton – Membro European Shiatsu School
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In tutta la mia vita lo Shiatsu si è sempre sviluppato ed é continuamente cambiato. Spero che, per tutta la durata della mia esistenza, mi divertirà sempre praticarlo e riservi sempre qualcosa di nuovo.
C’è una qualità nello Shiatsu che davvero non puoi descrivere a parole perché investe qualcosa che va al di là delle parole. E’ la profonda connessione che si stabilisce tra le persone. Le parole e le idee sono fattori insufficienti a descrivere quello che c’è nel tocco, perché c’è qualcosa in esso che è forte e vitale.
Le cose a cui sono davvero interessato sono le qualità speciali dello Shiatsu. Non sono particolarmente interessato alle Teorie sulle quali si basa lo Shiatsu, come la Medicina Tradizionale Cinese, sebbene queste siano importanti da conoscere, né tantomeno mi interessa più di tanto la localizzazione dei punti. Ciò a cui sono davvero interessato è ciò che accade e si trasforma durante il trattamento. E’ difficile parlarne ma dobbiamo provarci...

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Seminario di AMPUKU TERAPIA
  
Roma, 6/7 giugno 2009
Docente: Valter Yugen UMELESI
- Operatore shiatsu zen della Scuola Zen di Shiatsu al Monastero Zen Il Cerchio di Milano.
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Ampuku in giapponese significa “prenditi cura del tuo ventre” ed é una tecnica di massaggio degli organi interni di origine nipponica, potente ed estremamente efficace, risalente al 1830. In quell’epoca Shinsai Ota scrisse un libro, considerato il fondamento dello shiatsu dal titolo “Ampuku”, nel quale metteva in risalto l’importanza del trattamento dell’addome. Il Massaggio Taoista degli Organi Interni (Ampuku in Giappone) agisce sui sistemi nervoso-viscerale, linfatico-sanguigno e meridiano-energetico per ripristinare lo stato naturale/spontaneo e predisporre il corpo all’autoguarigione.
Nei luoghi del Taoismo e del Buddhismo, Hara è tenuto in somma considerazione in quando è ritenuto il baricentro su cui operano forze fisiche, emozionali, mentali ed energetiche. La sua peculiarità consiste nel fatto che, tramite esso, è possibile operare direttamente, tanto a livello materiale che energetico, sugli organi interni, i quali, per la loro collocazione, rimangono irragiungibili alle altre tecniche manipolatorie. Complementare a molti altri massaggi, in Giappone è stato da sempre considerato più potente dello Shiatsu (quest'ultimo delegato a risolvere i problemi più esterni) e il mezzo ottimale per arrivare al centro dell'individuo.
Il weekend è strutturato in maniera da poter essere seguito da principianti o specialisti e fa da complemento a tutte le altre tecniche manipolatorie a base energetica quali: Shiatsu, Massaggio Cinese, Riflessologia, Massaggio Ayurvedico, Linfodrenaggio, Massaggio Tailandese, Massaggio Tibetano.
Il M° di Medicina Orientale Toudou Yoshimasu disse: ”l’addome (hara) è la fonte dell’energia (ki). Tutte le malattie traggono origine dall’addome, perciò la diagnosi addominale permette di diagnosticare tutte le malattie”.


Seminario di LA KINESIOLOGIA APPLICATA I-II-III
   Come tecnica complementare al trattamento shiatsu
  
Roma, 8/9 novembre 2008 | 10/11 gennaio 2009 | 21/22 febbraio 2009
Docente: dott. Mauro STEGAGNO - Medico Chirurgo – Specialista in Medicina Interna e Cardiologia Docente di agopuntura, omeopatia e Kinesiologia applicata - Presidente A.M.I.K.A. (Ass. Medica Internazionale Kinesiologia Applicata)
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La scoperta della Kinesiologia Applicata si deve a George Goodheart il quale, per primo, ha messo in relazione i muscoli ed il loro funzionamento agli organi interni. La Kinesiologia, e chi conosce la medicina tradizionale cinese lo sa, riunisce la correlazione cinese tra malattia e tensioni/lassità muscolari, i canali di energia dei meridiani e l'attivazione/inibizione dei fusi neuromuscolari della fisiologia occidentale. Secondo questo principio, ogni muscolo è associato ad un organo e contemporaneamente ad un Meridiano Energetico. Per cui, quando si testa un muscolo, nello stesso momento si testano l'organo ed il Meridiano collegati a questo muscolo. I primi studi del dott. Goodheart risalgono agli anni 60; da allora la tecnica è stata “affinata e modificata” sino ad arrivare all’attuale che consiste in un test neuromuscolare che permette di avere una mappa della situazione fisica, psicoemozionale e bioenergetica del soggetto esaminato sulla base della contrazione/rilasciamento dei muscoli, valutati seguendo una specifica metodica. In particolare, attraverso lo studio e la percezione del tono di uno o più muscoli si acquisiscono informazioni immediate sulla condizione di salute del nostro organismo, inteso nella inscindibile unità di corpo, mente e spirito. Il test viene eseguito sottoponendo il muscolo interessato a una pressione, in linea di massima eseguita nel senso opposto al movimento fatto dal muscolo stesso, mentre si chiede all'interessato di opporre una resistenza alla nostra azione. Il metodo non richiede l'impiego di macchinari ed è applicabile ad una serie pressoché infinita di settori, tra i quali, per citarne solo due, la scelta degli alimenti più adeguati alla singola persona e il raggiungimento di una buona performance psico/fisica. La Kinesiologia Applicata non vuole, infatti, sostituirsi alle altre - più “riconosciute” - modalità diagnostiche, cerca soltanto di vedere laddove tali indagini non riescono ad arrivare. Tutti possono trarre beneficio dalla Kinesiologia. Essa riequilibra le funzioni del corpo rimovendo stress negativi di tipo fisico, chimico ed emotivo, riportandolo allo stato ottimale in cui il corpo possa autoguarirsi.


Seminario di LA VALUTAZIONE FISIOGNOMICA -
   I “messaggi” che la forma del nostro corpo manifesta
  
Roma, 29/30 novembre 2008
Docente: dott. Luigi GIANNELLI - Chimico, Tecnologo farmaceutico, Erborista.
 
Durante l’ultimo weekend di novembre u.s., è venuto presso il nostro Istituto - per tenervi un importante incontro-studio sulla Valutazione Fisiognomica, intesa come indagine di aiuto per una più esaustiva comprensione “energetica” del paziente - il dott. Luigi Giannelli, un interessante studioso che, ormai trent’anni, si occupa specificatamente della ricerca, traduzione e comparazione di opere mediche di epoca pre-industriale (fino a XVIII secolo inoltrato). Grande intenditore di molte forme di antica medicina sviluppatesi nel corso dei secoli ad opera di Egizi, Greci, Etruschi, Fenici, Romani (che già conoscevano, ovviamente, a loro modo, la fisiologia e le patologie umane e le proprietà curative di molte sostanze), il dott. Giannelli, grazie alla sua opera, è riuscito non solo a sviluppare queste composite ed eterogee forme, ma anche ad integrarle, alla luce delle nuove conoscenze mediche e scientifiche. Il dottor Giannelli è fautore della grande rilevanza che ha, per la conoscenza delle persone, lo studio dell’aspetto esteriore. L’esame fisiognomico è Arte sofisticata, raffinata, precisa e complessa, perché attraverso di essa si è in grado, benché in molti siano disposti ad affermare il contrario, di determinare alterazioni organiche, comprendere segni e condizioni psicologiche, operare mirate previsioni comportamentali. Aspetto, carattere, gesti, atteggiamenti, ma anche la mancanza di segni caratteristici e l’assenza di determinati gesti, segnalano determinati squilibri in uno o più organi o sistemi organici fondamentali.
Durante il weekend, quindi, abbiamo visto come, spesso, basti uno sguardo alla persona da esaminare per ricevere informazioni sufficientemente tali da permetterci di impostare un trattamento finalizzato ad hoc.
Abbiamo anche visto come, indipendentemente dagli squilibri dichiarati, si possano cogliere le basi dalle quali si generano le affezioni del soggetto. Gli squilibri di qualità come il Calore, la Freddezza, oppure l’Umidità sono stati messi in relazioni con quelli degli Organi considerati “governatori” (Stomaco, Fegato e Milza).
Abbiamo passato in rassegna, con la dovizie di particolari che l’aspetto merita, le caratteristiche delle principali costituzioni: sanguigna, biliosa o collerica, melanconica e flemmatica.
Abbiamo visto come l’idea di forza, la parlantina, l’impazienza, gli arrossamenti, uno sguardo penetrante, il sorriso a tutti denti, capelli folti, crespi ed arricciati, naso grande, spostamento dei segni verso l’alto e la destra - ed altro ancora - significhi, essenzialmente, un forte impegno epatico; un aspetto tranquillo e mansueto, lento, la pazienza, la rotondità, un pallore accentuato, diafano, perlaceo, corpi glabri e privi di peli, capelli sottili, morbidi e chiari, borse sotto gli occhi - ed altro ancora – tradisce, invece, un’importante influenza gastrica; un atteggiamento schivo, una certa curvatura della colonna vertebrale, un colorito cupo o livido, un taglio degli occhi con la parte esterna verso il basso, atteggiamenti ansiosi, un alto peso specifico dei tessuti, arcate sopraccigliari molto rilevanti, una forte retrazione fra bocca e mento, uno spostamento dei segni verso il basso e la sinistra - ed altro ancora - possono confermare,altresì, un’influenza splenica rilevante.
Un “corpus” teorico/pratico, indubbiamente, di grande interesse anche dopo che questo si venuto man mano ulteriormente arricchendo con quella che il dottor Giannelli ha chiamato la “suggestione zoomorfica”, base principale della Fisiognomica antica, ossia la possibilità di rilevare tratti di questo o quell’altro animale nel volto, nel portamento e nel carattere di un essere umano ed utilizzare questa chiave di lettura per fini di prevenzione e diagnosi. Grande importanza è stata data, ovviamente, anche alle influenze ambientali, come cibo, stagioni, luoghi, emozioni, tutti fattori in grado di modificare sia l’aspetto esteriore che le funzioni biologiche interne.
Insomma, tutta un’infinità di segni che se, opportunamente interpretata, è in grado di darci immediatamente il quadro “patologico” di fondo del soggetto e la possibilità di intervenire con mezzi rapidi ed adeguati.
Fra i tanti, lo shiatsu può fare tranquillamente la sua parte.


Seminario di DIAGNOSI ORIENTALE
  
Roma, 4-5 ottobre 2008
Docente Dott. Roberto MARROCCHESI - Dottore in Farmacia, Naturopata. Ha insegnato al Kushi Institute Italia di Milano/Firenze, al Kushi Institute di Germania e all’Istituto Kiental (CH).
 
Il 4 e 5 ottobre scorso, Polaris Shiatsu Institute® ha dato il via al CORSO DI PERFEZIONAMENTO TEORICO-PRATICO di Shiatsu, avente come tema LA VALUTAZIONE ENERGETICA (metodi integrativi ed indagini d’aiuto). E’ stato un inizio davvero interessante ed entusiasmante, grazie alla grande levatura del docente, dott. Roberto Marrocchesi, Dottore farmacista, Naturopata, esperto di Macrobiotica e Medicina Tradizionale Cinese, Feng Shui, Diagnosi Orientale ... e tanto altro.
Sono stati due giorni intensi che, a tutti, sono sembrati veramente pochi, dato che gli argomenti toccati dal Dott. Marrocchesi sono stati tanti e tutti degni di venire approfonditi. Per questo motivo, ha promesso di tornare a Roma per un altro incontro, cosa non facile da rispettare data la sua irrefrenabile attività e la mole dei suoi impegni.
Il tema trattato principalmente dal Dott. Marrocchesi è stato la DIAGNOSI ORIENTALE, certamente un tema vastissimo e di non semplice ricezione e consapevolizzazione, se non si è un minimo “dentro” la cultura e filosofia orientale.
Nello specifico la BO-SHIN, appunto la diagnosi del volto, è da ritenersi una “lettura” della persona, il volto può sicuramente essere una metafora del corpo, questo perché si ricollega al cosiddetto “principio unico” della filosofia orientale, ossia tutto è riconducibile ad una cosa.
Il volto è unico e distintivo. Come non dare importanza a questa parte del nostro corpo che contiene in sé i più importanti sensi?
Il volto non solo rivela la COSTITUZIONE della persona, ma anche la CONDIZIONE, due caratteristiche che possono palesare la malattia o la tendenza ad essa.
Tutto ciò, poi, che ha argomentato il dott. Marrocchesi, lo ha applicato alla Medicina Tradizionale Cinese, a cominciare dallo Yin e lo Yang. Ogni parte del corpo, divisa in zone sul volto, è riconducibile ad un organo e un viscere, quindi dalla conformazione del naso o degli occhi si possono capire la costituzione e la condizione del cuore o del fegato, ad esempio. Non solo. Dalle caratteristiche del volto, visto che “rappresentano” determinati organi e visceri, è possibile risalire al tipo di dieta seguita dalla persona. Il Dott. Marrocchesi, a tal proposito, ha potuto collegarsi al tema della MACROBIOTICA ed all’importanza, quindi, della “medicina come cibo e del cibo come medicina”.
Infine, è stato affrontato il grande tema, veramente molto affascinante, dell’ I CHING, probabilmente la più sottile rappresentazione dell’interdipendenza tra la mente umana e il mondo fenomenico che sia mai stata realizzata dall’uomo. Per comprendere a fondo questo metodo è necessaria una approfondita conoscenza dei tanti significati simbolici dei trigrammi e anche la conoscenza della Teoria dei Cinque Elementi/Stadi. Questo tipo di approccio, la predizione con l ‘I Ching, è praticamente sconosciuto in Occidente ... per questo motivo, durante la lezione, siamo stati davvero rapiti !
Ringraziamo vivamente il Dott. Marrocchesi per averci illuminato su tanti argomenti e ringraziamo Felice Pironti, Direttore Responsabile di Polaris Shiatsu Institute® per averci dato la grande opportunità di frequentare il Corso di Perfezionamento organizzato dal suo Istituto che, a giudicare dallo spessore professionale dei prossimi docenti, riserverà ancora emozioni imperdibili!!


Seminario di MOXIBUSTIONE
   L’attivazione dei punti energetici mediante il calore

   Roma, 15-16 marzo 2008
  Docente Maurizio PARINI - Direttore Didattico del Centro Hakusha –
   specializzato in Moxibustione tradizionale giapponese

 
  La moxibustione o moxa è una tecnica terapeutica che si basa sugli stessi presupposti teorici dell’agopuntura: può anzi essere definita come una forma di agopuntura che si serve del calore piuttosto che degli aghi. Consiste infatti nel riscaldare determinati punti della superficie corporea – corrispondenti a quelli utilizzati dagli agopuntori – attraverso la combustione di foglie essiccate di un’erba, l’Artemisia vulgaris.
 
Principi teorici
 
La moxibustione ha lo scopo di stimolare il Qi (detto anche Ki o Ch’i), ossia l’energia vitale dell’organismo che scorre lungo una rete di canali invisibili, chiamati meridiani. Dato che i meridiani sono collegati agli organi e alle funzioni vitali del corpo, quando un organo è malato lo squilibrio di energia si manifesta lungo tutto il decorso del meridiano; stimolando i punti della superficie cutanea che sono collegati con tale organo, si può dunque ripristinare il flusso energetico.
La moxibustione viene in effetti considerata come una tecnica complementare all’agopuntura, perché spesso si utilizza in associazione a quest’ultima (nella stessa seduta oppure in successione) e deve essere praticata da un agopuntore esperto. Nella moxa, infatti, l’azione del calore prodotto localmente dall’accensione di un bastoncino di artemisia si aggiunge all’effetto dell’agopuntura, di cui rafforza l’attività terapeutica.
 
Tecniche di moxibustione
 

Esistono diverse modalità d’impiego della moxibustione. A volte ci si serve di bastoncini a forma di sigaro, lunghi anche una ventina di centimetri: si accende un’estremità del bastoncino di artemisia e lo si avvicina alla superficie cutanea, avendo cura di evitare scottature; quando il calore avvertito dal paziente diventa eccessivo, si allontana il bastoncino per poi riportarlo a distanza ravvicinata rispetto al punto da trattare.
L’artemisia compattata può essere preparata anche sotto forma di piccoli coni, che vengono applicati direttamente sulla superficie cutanea, accesi, e lasciati bruciare finché il paziente comincia a provare una sensazione di calore: il conetto viene allora rimosso. Qualche volta il metodo può provocare ustioni (e conseguenti cicatrici). Per evitare scottature, il cono di moxa può essere appoggiato non direttamente sulla pelle, ma su un supporto costituito da fettine di aglio o di zenzero. Un’altra tecnica consiste nel combinare agopuntura tradizionale e moxa: dopo aver posto una pallina di moxa accesa sull’impugnatura dell’ago, il medico lo infigge nel punto da stimolare.
 
Indicazioni e controindicazioni
 
La tecnica della moxibustione è più adatta ai disturbi cronici, alle malattie "fredde" da eccesso di Yin come malattie da raffreddamento, dolori articolari e muscolari, artrosi, reumatismi. Nonostante ciò la moxa risulta indicata anche nei problemi digestivi e nei disturbi intestinali (diarrea). È invece controindicata nei casi di ipertensione arteriosa e in tutti gli stati febbrili. Il trattamento è sconsigliato anche in presenza di lesioni cutanee (come le ulcerazioni nei pazienti diabetici); il fumo aromatico che viene sprigionato dalla moxa può inoltre irritare le vie respiratorie (ciò deve indurre una certa prudenza nel trattamento dei pazienti asmatici).
 
Maurizio Parini, nell'arco di questo weekend, ci porterà con mano a familiarizzare con i principi teorici di questa mirabile tecnica per il nostro benessere, ci informerà sulle sue capacità terapeutiche, sulle avvertenze e controindicazioni che comportano tale pratica, sui metodi operativi da seguire (diretto ed indiretto), sui punti maggiormente recettivi e quelli da “moxare” in presenza di particolari problematiche. Il weekend è aperti a chiunque sia desideroso di farne la conoscenza: medici, studenti di Medicina, operatori del naturale, erboristi, cultori della materia.

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Seminario
   LE ZONE DI HIRATA come integrazione al trattamento shiatsu

   ROMA 19/20 MAGGIO 2007
  Docente Veronica HOWARD - membro del registro del registro insegnanti della Shiatsu Society - Co-Direttore del London College of Shiatsu
 
  Allo stesso modo di Oliver Cowmeadow (articolo pubblicato su Shiatsu Society Magazine, estate 2003), anche io ho trovato l’uso delle Zone di Hirata molto valido se inserito all’interno dei miei trattamenti Shiatsu. A parte il loro effetto del tutto empirico, le Zone ci aiutano a completare ed approfondire la nostra conoscenza dei meridiani rendendo più completo il nostro lavoro. Altro punto a favore è rappresentato dall’estrema facilità del loro impiego. Ho studiato le Zone in Giappone ed al London College of Shiatsu abbiamo insegnato il trattamento dei meridiani e delle Zone (usando una versione delle Zone di Hirata), fin dal 1988.

Il nostro insegnante, Takeo Suzuki, è uno dei molti discepoli di Masunaga che ha continuato un proprio cammino contribuendo notevolmente allo sviluppo dello Shiatsu attuale. Tra i vari contributi, Suzuki Sensei ha adattato le Zone di Hirata, introducendo -in particolar modo- quelle del TR e MC e sviluppando un sistema che usa le Zone insieme ai meridiani per ottenere un maggior effetto di riequilibrio tra il KYo ed il Jitsu.

Suzuki Sensei ha compreso che se l’energia in un particolare meridiano si trova in una condizione Jitsu, l’energia nell’area corrispondente sarà anch’essa nella medesima condizione; lo stesso vale anche per le condizioni di tipo Kyo. Suzuki ha compreso pure che se l’energia Jitsu di un meridiano viene dispersa, lo stesso avviene anche nella corrispondente area.
Le Zone, che sono essenzialmente delle bande orizzontali, ed i meridiani si sovrappongono formando dei punti di incrocio. Questi incroci possono essere usati nel trattamento per facilitare un rilascio energetico tramite l’uso combinato di un meridiano Jitsu contattato nel punto di incrocio nella Zona Kyo o viceversa di un punto di incrocio di un meridiano kyo contattato nella Zona Jitsu.
Le Zone possono anche essere usate incidentalmente come strumento di valutazione energetica; un rilascio nel meridiano Jitsu nella Zona Kyo, per esempio, può servirci come ulteriore conferma della nostra valutazione di Hara.

Tenuto conto che le Zone lavorano con gli squilibri energetici inerenti Kyo e Jitsu allo stesso modo dei meridiani, noi possiamo sviluppare un trattamento incentrandolo esclusivamente tramite il contatto con le relative zone Kyo e Jitsu. Il metodo usato è quello di contattare la zona kyo e quella Jitsu contemporaneamente, con un tipo di pressione neutra, non-direttiva ed equilibrata.
Questo tipo di atteggiamento permette all'operatore di portare un certo grado di immobilità nel trattamento, condizione utile, e per lo più indispensabile, alla cessione energetica. Tale rilascio energetico viene percepito dall'operatore come una sorta di vibrazione o pulsazione che solitamente tende ad aumentare di frequenza per poi diminuire e scomparire gradualmente. Questa pulsazione si chiama “Hibiki” in Giapponese, che normalmente viene tradotto come “eco”. Questo modo di lavorare con le Zone può essere incluso in uno schema di trattamento arricchendolo e dotandolo di maggiore flessibilità. Le Zone possono essere utilizzate anche da sole, indipendentemente dal trattamento shiatsu, in special modo quando sarebbe difficile od inappropriato eseguire un normale trattamento: ad esempio, quando il cliente fosse impossibilitato a mantenere una qualsiasi posizione da sdraiato o ci trovassimo di fronte ad una persona che ostenta un dolore tale da non sopportare alcun tipo di pressione.

Le Zone possono anche essere usate direttamente per il trattamento di aree doloranti o infiammate.
Quando contattiamo, a turno, ognuna delle tre aree relative al trattamento dei dolori (IT, MP, VB) e l'area di dolore, il cliente spesso ci darà atto che il dolore diminuisce o scompare del tutto. Quando ci troviamo in presenza di un dolore acuto, questo potrebbe anche ripresentarsi con la stessa intensità, ma di solito tenderà a regredire con ulteriori trattamenti per poi gradualmente scomparire. Il numero di trattamenti dipenderà dalla gravità e dal tempo intercorso tra i trattamenti e l'inizio del disturbo.
Le Zone utilizzate per il trattamento degli stati infiammatori (P, MP, F), funzionano alla stessa maniera. E’ da considerare il fatto che, generalmente, si ottiene -come effetto iniziale- una acutizzazione del processo flogistico con conseguente aumento del dolore, che tende poi a diminuire riducendosi radicalmente.

Le Zone possono essere anche usate in maniera del tutto empirica. Per esempio la Zona Fegato rilascia le tensioni del collo, sia dei muscoli che dei meridiani di quell'area; la zona Vescica Biliare è molto efficace nel trattamento delle disarmonie delle spalle e così via. Molto interessante da notare è che tutti questi fenomeni possono avvenire indifferentemente a prescindere che la zona sia Kyo o Jitsu.
Le Zone possono anche essere utilizzate insieme agli tsubo, anche in questo caso tramite l'uso di pressioni leggere e costanti favorendo in questo modo un allentamento del Qi direttamente nello tsubo coinvolto. La Zona Kyo ha un' azione di riequilibrio energetico sul punto, sia che questo si trovi su di un meridiano Kyo oppure Jitsu, ovvero su qualsiasi altro meridiano.
Possiamo, inoltre, lavorare direttamente su muscoli tesi, ipertonici o fibrotici, contattando il muscolo e la Zona kyo: questa modalità ha un importante effetto decontratturante sul muscolo preso in considerazione.
Nel mio lavoro di ricerca mi sono servita delle zone per un approccio puramente energetico fuori dal corpo, includendo anche un lavoro sui Chakra. Questo tipo di approccio, a mio avviso, si rivela molto utile, specialmente quando ci troviamo a trattare persone o aree non disponibili ad un contatto fisico.
Personalmente ho trovato il lavoro fuori dal corpo, in associazione con le Zone, molto efficace per tutte quelle condizioni difficili da trattare o da interpretare.

Dopo quindici anni di lavoro con le Zone, considero questo approccio parte essenziale del mio trattamento shiatsu. Tramite questa tecnica si ha la possibilità di ampliare la nostra capacità di interagire con i sistemi energetici dei riceventi, sistemi che comunque hanno un elemento in comune: interagiscono con il potenziale Kyo-Jitsu del ricevente creando un movimento dinamico di riequilibrio energetico. Credo che ogni operatore Shiatsu interessato all'ampliamento delle proprie conoscenze possa trovare nello studio delle zone di Hirata/Suzuki fonte di stimolo e di studio, senza tuttavia discostarsi da quello che è l'impostazione teorica del proprio stile.
 
Veronica Howard - Direttrice del London College of Shiatsu.
Si è diplomata nel 1984 allo Iokay Shiatsu Centre e nel 1988 alla Suzuki Shiatsu School di Tokyo. Ha conseguito il diploma in agopuntura e Kanpo (erboristeria giapponese) presso l'Istituto di Medicina Orientale di Tokyo. E' autrice di numerosi articoli ed ha ricoperto cariche di rilievo all'interno della Shiatsu Society of London.

Link al forum di discussioni www.Shiatsu-Shiatsu.it


Tre seminari di MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

   Castrovillari (CS) - 6-7 settembre / 1-2 novembre / 29-30 novembre 2004
  a cura di Virginia WOOD - Diplomata in Agopuntura ed in Erboristeria Cinese
 
  La Medicina Tradizionale Cinese e', dopo quella convenzionale o scientifica, la dottrina medica più seguita al mondo ed e' soggetta, quotidianamente, a verifiche scientifiche e popolari che ne attestano la validita' nel trattamento definitivo, di un numero di patologie che va ben oltre quello indicato dal NIH (National Institutes of Health).
Le prime notizie documentate sulla medicina tradizionale cinese risalgono a 5000 anni fa. E' spesso lontana dal comune sentire occidentale, ma quando si ci entra in sintonia, il mondo di conoscenza che si apre è, a dir poco, affascinante. Questa antica medicina, il cui approccio è detto "energetico", si occupa di comprendere come lavora l'energia vitale (Ch'i o Ki per i giapponesi), che circola , in un doppio flusso energetico (Yin e Yang) nel nostro corpo.
   Il pensiero cinese osserva il cosmo, la natura, l'uomo, intuisce le regole che legano questi mondi, le applica in generale, crea dei modelli di interpretazione della realtà analogici e simbolici: tutto ciò che accade in natura, le stagioni che si alternano, i giorni che si avvicendano, le ore che si susseguono, risponde a delle regole riproponibili in ogni situazione, ad ogni struttura e quindi anche all'uomo.
   Fondamento del pensiero cinese è che non esiste una realtà statica, che tutto è in continua trasformazione, che l'energia non è altro che materia che assume la velocità della luce. Il tutto è connotato da un equilibrio: anche la salute è il frutto di quest'equilibrio tra le varie componenti dell'uomo stesso: organi, visceri, tessuti, della sua parte fisica e di quella mentale e tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda.
La malattia, al contrario, è la rottura di questo equilibrio. Il primo passo verso la malattia è lo squilibrio energetico: anatomicamente non si riscontra nulla, gli esami ematologici, radiografici e tutti gli altri sono a posto, ma l'individuo sta male. La medicina cinese parla di disfunzioni, di impossibilità di organi e visceri, di energia e sangue, di yin e di yang a svolgere le loro funzioni. Nel tempo, se non si interviene, potrà sopraggiungere l'alterazione visibile anatomicamente, quantificabile anche con le metodiche della medicina convenzionale.

   Virginia Wood, nell'arco di questi tre weekend, ci porterà con mano a familiarizzare con questi concetti, lontani … ma eterni. I weekend sono aperti a chiunque sia desideroso di farne la conoscenza: medici, studenti di Medicina, operatori del naturale, erboristi, cultori della materia.
   Siamo convinti che il continuo evolversi del passato sia l'auspicio migliore per un futuro diverso.          

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PRIMA RIUNIONE ORGANIZZATIVA-COSTITUTIVA FIS
  (Federazione Italiana Shiatsu)-
  Lamezia Terme (CZ) - 21 Settembre 2003
 
Convegno del Centro “Diogene” sulle realtà terapeutiche non convenzionali.Lo shiatsu uguale benessere

 
 E’ stato un pubblico interessato e partecipe quello che ha preso parte, domenica 21 settembre, nei locali della Sala Convegni dell’AeroHotel Phelipe di Lamezia Terme, all’atteso convegno “Regolamentazione e disciplina delle Medicine integrative e delle pratiche terapeutiche non convenzionali. Realtà e prospettive”, organizzato dalla F.I.S. (Federazione Italiana Shiatsu).

  I lavori, egregiamente coordinati da Renato Zaffina, responsabile del Centro Studi “Diogene” di Lamezia Terme e docente presso la Scuola di Formazione professionale per operatori shiatsu “Esperanza”, hanno tenuto fede alle aspettative fin dal primo intervento.

   Ha iniziato i lavori Felice Pironti, da Roma, Responsabile di POLARIS SHIATSU INSTITUTE®, scuola di formazione professionale per operatori shiatsu, che opera in Calabria oltre che in Toscana, Lazio ed Abruzzo, che ha messo l’accento sulla sempre maggiore richiesta da parte dei cittadini di pratiche terapeutiche non convenzionali. ... continua ...

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